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Giustizia civile: come sta cambiando?

Dall'entrata in vigore della mediazione civile, ormai nel lontano marzo 2010, con l'obbligo di ricorrervi per determinate materie dall'anno successivo (ricordiamolo, 20 marzo 2011), molte cose sono cambiate nel panorama giustizia.

Innanzitutto, sembra che l'acronimo ADR, per quanto ancora sconosciuto a molti  operatori del diritto, stia lentamente entrando nella mente del legislatore come uno strumento davvero alternativo al grosso carico di lavoro di Tribunali, magistrati e avvocati, carico che ormai, come sappiamo, è diventato insostenibile ed è la ragione principale per cui molti investitori tendono a restare lontani dal mercato Italiano.

Tuttavia, come recita una locuzione entrata ormai nel comune linguaggio, probabilmente "lo si sta facendo nel modo sbagliato".

Infatti, le ADR "pure" sconoscono, ad esempio, il modello della negoziazione assistita come ci è stato presentato nel d.l. 132/2014 prossimo -così sembra- alla conversione in legge (ricordiamo che il termine per la conversione, pena la decadenza, è fissato nel giorno 11 novembre p.v. e che venerdì scorso è stata votata la fiducia al maxiemendamento interamente sostitutivo del ddl di conversione 1612. La parola, ora, è alla Camera, che ha in agenda i lavori relativi al d.l. a partire da domani 28.10).

Quindi, va fatto ordine e chiarezza, prima di ogni cosa.

Quali sono le novità? Cosa cambia? Cos'è la negoziazione assistita e perchè "non conviene" rispetto alla mediazione? Chi può fare ricorso e chi DEVE fare ricorso a questi due istituti? E soprattutto, sono alternativi? (ve lo diciamo in anticipo: no, non lo sono. Il nuovo decreto stabilisce con chiarezza -per una volta- per quali materie sia condizione di procedibilità l'una e quale l'altra).

Dialogo s.r.l. sostiene con forza non solo l'utilità, ma anche la necessità del ricorso alle tecniche di ADR (mediazione in primis, per le ragioni che via via verranno spiegate) affinchè il lento meccanismo della giustizia civile possa tornare a camminare correttamente, con tutte le conseguenze che, in un inevitabile effetto domino, positivamente andranno ad incidere su molti aspetti dell'economia italiana (se non solo in termini monetari, almeno inizialmente in temini di soddisfazione del cittadino e di risparmio di tempo prezioso).

Il motto deve essere "massimo risultato con il minimo sforzo", intendendo con "minimo sforzo" non un impegno superficiale ma ovviamente un meditato utilizzo delle risorse, preziosissime quando si tratta di "sentimenti umani", di vite, di interessi dei cittadini.

Inizia così, proprio alla luce dell'entrata in vigore del decreto di "degiurisdizionalizzazione" (non c'è che dire, quando si tratta di diritto a noi italiani piace complicarci la vita, fin dalle definizioni! :) ) un cammino teso ad esaminare tutte le novità che andranno ad incidere sul sistema giustizia, in parallelo con le tecniche più squisitamente "alternative" al ricorso al classico Tribunale. Dall'Arbitrato alla negoziazione assistita, passando per la regina di tutte le tecniche ADR: la mediazione civile e commerciale. Una volta alla settimana, a partire dalla prossima, pubblicheremo un approfondimento che toccherà gli aspetti più importanti della riforma in atto. Il primo appuntamento, tuttavia, sarà un salto nel passato (di quasi 5 anni!) e riguarderà la storia della mediazione civile e commerciale in Italia, la sua "nascita" e la sua "rinascita" dopo la sentenza del 2012, i suoi veri punti di forza e il perchè la mediazione è il futuro.

Perchè ormai lo hanno capito anche i giovani avvocati: causa che pende, non è causa che rende (e soprattutto, non fa felici le parti contrapposte nella lite!)

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