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ENTRATA IN VIGORE DELLE NORME SULLA MEDIAZIONE CIVILE

(30GG A PARTIRE DAL 21 AGOSTO)

VENERDI’ 20 SETTEMBRE 2013

PER ESTRATTO DALLA LEGGE N. 98/2013

TESTO AGGIORNATO DEL DECRETO-LEGGE 21 giugno 2013, n. 69

Testo del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69 (in S.O. n. 50/L alla Gazzetta Ufficiale - Serie generale - n. 144 del 21 giugno 2013), coordinato con la legge di conversione 9 agosto 2013, n. 98 (in questo stesso S.O. alla pag. 1), recante: «Disposizioni urgenti per il rilancio dell'economia». (13A07086) (GU Serie Generale n.194 del 20-8-2013 - Suppl. Ordinario n. 63)

note: Entrata in vigore del provvedimento: 21/08/2013

Avvertenza:

A norma dell'art. 15, comma 5, della legge 23 agosto 1988, n. 400

(Disciplina dell'attivita' di Governo e ordinamento della Presidenza

del Consiglio dei Ministri), le modifiche apportate dalla legge di

conversione hanno efficacia dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione

 

Art. 84

Modifiche al decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28

1. Al decreto legislativo 4 marzo 2010 n. 28, sono apportate le

seguenti modificazioni:

0a) all'articolo 1, comma 1, la lettera a) e' sostituita dalla

seguente:

«a) mediazione: l'attivita', comunque denominata, svolta da un

terzo imparziale e finalizzata ad assistere due o piu' soggetti nella

ricerca di un accordo amichevole per la composizione di una

controversia, anche con formulazione di una proposta per la

risoluzione della stessa»;

0b) all'articolo 4, il comma 1 e' sostituito dal seguente:

«1. La domanda di mediazione relativa alle controversie di cui

all'articolo 2 e' presentata mediante deposito di un'istanza presso

un organismo nel luogo del giudice territorialmente competente per la

controversia. In caso di piu' domande relative alla stessa

controversia, la mediazione si svolge davanti all'organismo

territorialmente competente presso il quale e' stata presentata la

prima domanda. Per determinare il tempo della domanda si ha riguardo

alla data del deposito dell'istanza»;

a) all'articolo 4, il comma 3 e' sostituito dal seguente:

«3. All'atto del conferimento dell'incarico, l'avvocato e' tenuto a

informare l'assistito della possibilita' di avvalersi del

procedimento di mediazione disciplinato dal presente decreto e delle

agevolazioni fiscali di cui agli articoli 17 e 20. L'avvocato informa

altresi' l'assistito dei casi in cui l'esperimento del procedimento

di mediazione e' condizione di procedibilita' della domanda

giudiziale. L'informazione deve essere fornita chiaramente e per

iscritto. In caso di violazione degli obblighi di informazione, il

contratto tra l'avvocato e l'assistito e' annullabile. Il documento

che contiene l'informazione e' sottoscritto dall'assistito e deve

essere allegato all'atto introduttivo dell'eventuale giudizio. Il

giudice che verifica la mancata allegazione del documento, se non

provvede ai sensi dell'articolo 5, comma 1-bis, informa la parte

della facolta' di chiedere la mediazione»;

b) all'articolo 5, prima del comma 2, e' inserito il seguente

comma:

«1-bis. Chi intende esercitare in giudizio un'azione relativa a una

controversia in materia di condominio, diritti reali, divisione,

successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato,

affitto di aziende, risarcimento del danno derivante da

responsabilita' medica e sanitaria e da diffamazione con mezzo della

stampa o con altro mezzo di pubblicita', contratti assicurativi,

bancari e finanziari, e' tenuto, assistito dall'avvocato,

preliminarmente a esperire il procedimento di mediazione ai sensi del

presente decreto ovvero il procedimento di conciliazione previsto dal

decreto legislativo 8 ottobre 2007, n. 179, ovvero il procedimento

istituito in attuazione dell'articolo 128-bis del testo unico delle

leggi in materia bancaria e creditizia di cui al decreto legislativo

1° settembre 1993, n. 385, e successive modificazioni, per le materie

ivi regolate. L'esperimento del procedimento di mediazione e'

condizione di procedibilita' della domanda giudiziale. La presente

disposizione ha efficacia per i quattro anni successivi alla data

della sia entrata in vigore. Al termine di due anni dalla medesima

data di entrata in vigore e' attivato su iniziativa del Ministero

della giustizia il monitoraggio degli esiti di tale sperimentazione.

L'improcedibilita' deve essere eccepita dal convenuto, a pena di

decadenza, o rilevata d'ufficio dal giudice, non oltre la prima

udienza. Il giudice ove rilevi che la mediazione e' gia' iniziata, ma

non si e' conclusa, fissa la successiva udienza dopo la scadenza del

termine di cui all'articolo 6. Allo stesso modo provvede quando la

mediazione non e' stata esperita, assegnando contestualmente alle

parti il termine di quindici giorni per la presentazione della

domanda di mediazione. Il presente comma non si applica alle azioni

previste dagli articoli 37, 140 e 140-bis del codice del consumo di

cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, e successive

modificazioni;

c) all'articolo 5, il comma 2 e' sostituito dal seguente:

2. Fermo quanto previsto dal comma 1-bis e salvo quanto disposto

dai commi 3 e 4, il giudice, anche in sede di giudizio di appello,

valutata la natura della causa, lo stato dell'istruzione e il

comportamento delle parti, puo' disporre l'esperimento del

procedimento di mediazione; in tal caso, l'esperimento del

procedimento di mediazione e' condizione di procedibilita' della

domanda giudiziale anche in sede di appello. Il provvedimento di cui

al periodo precedente e' adottato prima dell'udienza di precisazione

delle conclusioni ovvero, quando tale udienza non e' prevista, prima

della discussione della causa. Il giudice fissa la successiva udienza

dopo la scadenza del termine di cui all'articolo 6 e, quando la

mediazione non e' gia' stata avviata, assegna contestualmente alle

parti il termine di quindici giorni per la presentazione della

domanda di mediazione;

c-bis) all'articolo 5, dopo il comma 2 e' inserito il seguente:

«2-bis. Quando l'esperimento del procedimento di mediazione e'

condizione di procedibilita' della domanda giudiziale la condizione

si considera avverata se il primo incontro dinanzi al mediatore si

conclude senza l'accordo»;

d) all'articolo 5, il comma 4 e' sostituito dal seguente:

«4. I commi 1-bis e 2 non si applicano:

a) nei procedimenti per ingiunzione, inclusa l'opposizione, fino

alla pronuncia sulle istanze di concessione e sospensione della

provvisoria esecuzione;

b) nei procedimenti per convalida di licenza o sfratto, fino al

mutamento del rito di cui all'articolo 667 del codice di procedura

civile;

c) nei procedimenti di consulenza tecnica preventiva ai fini della

composizione della lite, di cui all'articolo 696-bis del codice di

procedura civile;

d) nei procedimenti possessori, fino alla pronuncia dei

provvedimenti di cui all'articolo 703, terzo comma, del codice di

procedura civile;

e) nei procedimenti di opposizione o incidentali di cognizione

relativi all'esecuzione forzata;

f) nei procedimenti in camera di consiglio;

g) nell'azione civile esercitata nel processo penale»;

e) all'articolo 5, il comma 5 e' sostituito dal seguente:

«5. Fermo quanto previsto dal comma 1-bis e salvo quanto disposto

dai commi 3 e 4, se il contratto, lo statuto ovvero l'atto

costitutivo dell'ente prevedono una clausola di mediazione o

conciliazione e il tentativo non risulta esperito, il giudice o

l'arbitro, su eccezione di parte, proposta nella prima difesa,

assegna alle parti il termine di quindici giorni per la presentazione

della domanda di mediazione e fissa la successiva udienza dopo la

scadenza del termine di cui all'articolo 6. Allo stesso modo il

giudice o l'arbitro fissa la successiva udienza quando la mediazione

o il tentativo di conciliazione sono iniziati, ma non conclusi. La

domanda e' presentata davanti all'organismo indicato dalla clausola,

se iscritto nel registro, ovvero, in mancanza, davanti ad un altro

organismo iscritto, fermo il rispetto del criterio di cui

all'articolo 4, comma 1. In ogni caso, le parti possono concordare,

successivamente al contratto o allo statuto o all'atto costitutivo,

l'individuazione di un diverso organismo iscritto»;

f) all'articolo 6, comma 1, la parola «quattro» e' sostituita dalla

seguente parola: «tre»;

f-bis) all'articolo 6, il comma 2 e' sostituito dal seguente:

«2. Il termine di cui al comma 1 decorre dalla data di deposito

della domanda di mediazione, ovvero dalla scadenza di quello fissato

dal giudice per il deposito della stessa e, anche nei casi in cui il

giudice dispone il rinvio della causa ai sensi del sesto o del

settimo periodo del comma 1-bis dell'articolo 5 ovvero ai sensi del

comma 2 dell'articolo 5, non e' soggetto a sospensione feriale»;

g) all'articolo 7, il comma 1 e' sostituito dal seguente comma: «1.

Il periodo di cui all'articolo 6 e il periodo del rinvio disposto dal

giudice ai sensi dell'articolo 5, commi 1-bis e 2, non si computano

ai fini di cui all'articolo 2 della legge 24 marzo 2001, n. 89»;

h) all'articolo 8, comma 1, primo periodo, le parole: «non oltre

quindici» sono sostituite dalle seguenti: «non oltre trenta» e dopo

il secondo periodo sono inseriti i seguenti: «Al primo incontro e

agli incontri successivi, fino al termine della procedura, le parti

devono partecipare con l'assistenza dell'avvocato. Durante il primo

incontro il mediatore chiarisce alle parti la funzione e le modalita'

di svolgimento della mediazione. Il mediatore, sempre nello stesso

primo incontro, invita poi le parti e i loro avvocati a esprimersi

sulla possibilita' di iniziare la procedura di mediazione e, nel caso

positivo, procede con lo svolgimento »;

i) all'articolo 8, dopo il comma 4, e' aggiunto il seguente comma:

«4-bis. Dalla mancata partecipazione senza giustificato motivo al

procedimento di mediazione, il giudice puo' desumere argomenti di

prova nel successivo giudizio ai sensi dell'articolo 116, secondo

comma, del codice di procedura civile. Il giudice condanna la parte

costituita che, nei casi previsti dall'articolo 5, non ha partecipato

al procedimento senza giustificato motivo, al versamento all'entrata

del bilancio dello Stato di una somma di importo corrispondente al

contributo unificato dovuto per il giudizio.»;

l) all'articolo 11, il comma 1 e' sostituito dal seguente:

«1. Se e' raggiunto un accordo amichevole, il mediatore forma

processo verbale al quale e' allegato il testo dell'accordo medesimo.

Quando l'accordo non e' raggiunto, il mediatore puo' formulare una

proposta di conciliazione. In ogni caso, il mediatore formula una

proposta di conciliazione se le parti gliene fanno concorde richiesta

in qualunque momento del procedimento. Prima della formulazione della

proposta, il mediatore informa le parti delle possibili conseguenze

di cui all'articolo 13»;

m) all'articolo 12, comma 1, il primo periodo e' sostituito dai

seguenti: «Ove tutte le parti aderenti alla mediazione siano

assistite da un avvocato, l'accordo che sia stato sottoscritto dalle

parti e dagli stessi avvocati costituisce titolo esecutivo per

l'espropriazione forzata, l'esecuzione per consegna e rilascio,

l'esecuzione degli obblighi di fare e non fare, nonche' per

l'iscrizione di ipoteca giudiziale. Gli avvocati attestano e

certificano la conformita' dell'accordo alle norme imperative e

all'ordine pubblico. In tutti gli altri casi l'accordo allegato al

verbale e' omologato, su istanza di parte, con decreto del presidente

del tribunale, previo accertamento della regolarita' formale e del

rispetto delle norme imperative e dell'ordine pubblico»;

n) l'articolo 13 e' sostituito dal seguente:

«Art. 13 (Spese processuali). - «1. Quando il provvedimento che

definisce il giudizio corrisponde interamente al contenuto della

proposta, il giudice esclude la ripetizione delle spese sostenute

dalla parte vincitrice che ha rifiutato la proposta, riferibili al

periodo successivo alla formulazione della stessa, e la condanna al

rimborso delle spese sostenute dalla parte soccombente relative allo

stesso periodo, nonche' al versamento all'entrata del bilancio dello

Stato di un'ulteriore somma di importo corrispondente al contributo

unificato dovuto. Resta ferma l'applicabilita' degli articoli 92 e 96

del codice di procedura civile. Le disposizioni di cui al presente

comma si applicano altresi' alle spese per l'indennita' corrisposta

al mediatore e per il compenso dovuto all'esperto di cui all'articolo

8, comma 4.

2. Quando il provvedimento che definisce il giudizio non

corrisponde interamente al contenuto della proposta, il giudice, se

ricorrono gravi ed eccezionali ragioni, puo' nondimeno escludere la

ripetizione delle spese sostenute dalla parte vincitrice per

l'indennita' corrisposta al mediatore e per il compenso dovuto

all'esperto di cui all'articolo 8, comma 4. Il giudice deve indicare

esplicitamente, nella motivazione, le ragioni del provvedimento sulle

spese di cui al periodo precedente.

3. Salvo diverso accordo, le disposizioni dei commi 1 e 2 non si

applicano ai procedimenti davanti agli arbitri»;

o) all'articolo 16, dopo il comma 4, e' aggiunto il seguente comma:

«4-bis. Gli avvocati iscritti all'albo sono di diritto mediatori. Gli

avvocati iscritti ad organismi di mediazione devono essere

adeguatamente formati in materia di mediazione e mantenere la propria

preparazione con percorsi di aggiornamento teorico-pratici a cio'

finalizzati, nel rispetto di quanto previsto dall'articolo 55-bis del

codice deontologico forense. Dall'attuazione della presente

disposizione non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico

della finanza pubblica.»;

p) all'articolo 17:

1) il comma 4 e' sostituito dal seguente:

«4. Fermo restando quanto previsto dai commi 5-bis e 5-ter del

presente articolo, con il decreto di cui all'articolo 16, comma 2,

sono determinati:

a) l'ammontare minimo e massimo delle indennita' spettanti agli

organismi pubblici, il criterio di calcolo e le modalita' di

ripartizione tra le parti;

b) i criteri per l'approvazione delle tabelle delle indennita'

proposte dagli organismi costituiti da enti privati;

c) le maggiorazioni massime delle indennita' dovute, non superiori

al 25 per cento, nell'ipotesi di successo della mediazione;

d) le riduzioni minime delle indennita' dovute nelle ipotesi in cui

la mediazione e' condizione di procedibilita' ai sensi dell'articolo

5, comma 1-bis, ovvero e' disposta dal giudice ai sensi dell'articolo

5, comma 2»;

2) prima del comma 6 sono inseriti i seguenti:

«5-bis. Quando la mediazione e' condizione di procedibilita' della

domanda ai sensi dell'articolo 5, comma 1-bis, ovvero e' disposta dal

giudice ai sensi dell'articolo 5, comma 2, del presente decreto,

all'organismo non e' dovuta alcuna indennita' dalla parte che si

trova nelle condizioni per l'ammissione al patrocinio a spese dello

Stato, ai sensi dell'articolo 76 (L) del testo unico delle

disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di

giustizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30

maggio 2002, n. 115, e successive modificazioni. A tale fine la parte

e' tenuta a depositare presso l'organismo apposita dichiarazione

sostitutiva dell'atto di notorieta', la cui sottoscrizione puo'

essere autenticata dal medesimo mediatore, nonche' a produrre, a pena

di inammissibilita', se l'organismo lo richiede, la documentazione

necessaria a comprovare la veridicita' di quanto dichiarato.

5-ter. Nel caso di mancato accordo all'esito del primo incontro,

nessun compenso e' dovuto per l'organismo di mediazione».

2. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano decorsi trenta

giorni dall'entrata in vigore della legge di conversione del presente

decreto.

Art. 84-bis

Modifica all'articolo 2643 del codice civile

1. All'articolo 2643 del codice civile, dopo il numero 12) e'

inserito il seguente:

«12-bis) gli accordi di mediazione che accertano l'usucapione con

la sottoscrizione del processo verbale autenticata da un pubblico

ufficiale a cio' autorizzato».

 

orari apertura al pubblico:

dal lunedi al venerdi dalle ore 9:30 alle ore 12:00

 
Che cos'è la mediazione

mani

CHE  COS’E’  LA  MEDIAZIONE

E’ una pratica per la gestione dei conflitti attraverso l’ascolto delle ragioni e delle posizioni dei contendenti e l’individuazione di soluzioni possibili.

L’obiettivo è quello di condurre le parti in disaccordo a ricercare e trovare una soluzione che venga ritenuta e sentita  accettabile e soddisfacente per esse attraverso l'ausilio di un terzo soggetto neutro, che è il Mediatore.

Le parti contrapposte sono chiamate qui a farsi protagoniste dell’iter di ricerca ed individuazione della composizione delle opposte ragioni.

Accanto a queste motivazioni vi è l’obiettivo di sistema di affievolire il carico di lavoro dei Tribunali, le cui pendenze ed i cui tempi di definizione di causa sono divenuti insostenibili ed eccessivi, anche a causa di una litigiosità esasperata.

Il Ministero ritiene idonea la mediazione a ridurre il debito giudiziario e a facilitare accordi amichevoli sulle liti tra i cittadini, e perciò la considera istituto e prassi di elevata utilità sociale.

 

In Italia la pratica è regolamentata dal D.Lgs. 28/2010, dal  D.M. 180/2010, che prevede gli Organismi di mediazione e ne disciplina la procedura, e dal recentissimo D.M. 145/2011, correttivo del regolamento di disciplina dell'attività di mediazione.

Glossario

si intende per:
a)    mediazione: l’attivita’ svolta da un terzo imparziale e finalizzata ad assistere due o piu’ soggetti sia nella ricerca di un accordo amichevole per la composizione di una controversia, sia nella formulazione di una proposta per la risoluzione della stessa;
b)    Mediatore: la persona o le persone fisiche che, individualmente o collegialmente, svolgono la mediazione rimanendo prive, in ogni caso, del potere di rendere giudizi o decisioni vincolanti per i destinatari del servizio medesimo;
c)    conciliazione: la composizione di una controversia a seguito dello svolgimento della mediazione;
d)    Organismo: l’ente pubblico o privato, presso il quale puo’ svolgersi il procedimento di mediazione;
e)    registro: il registro degli organismi istituito con decreto del Ministro della Giustizia.

 

Controversie oggetto di mediazione

Chiunque puo’ accedere alla mediazione per la conciliazione di una controversia civile e commerciale vertente su diritti disponibili.

La legge non preclude le negoziazioni volontarie e paritetiche relative alle controversie civili e commerciali, ne’ le procedure di reclamo previste dalle carte dei servizi.

La mediazione è obbligatoria –nel senso che non si può iniziare una causa senza averla esperita- per le questioni relative a :

- condominio;

- diritti reali;

- divisione;

- successioni ereditarie;

- patti di famiglia;

- locazione;

- comodato;

- affitto di aziende;

- risarcimento del danno derivante da responsabilità medica e sanitaria;

- risarcimento del danno derivante da diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità;

- contratti assicurativi, bancari e finanziari.

 

La procedura è esclusa :

nei procedimenti per ingiunzione, inclusa l’opposizione, fino alla pronuncia sulle istanze di concessione e sospensione della provvisoria esecuzione;

nei procedimenti per convalida di licenza o sfratto, fino al mutamento del rito (art. 667 cpc);

nei procedimenti di consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite, di cui all'art. 696-bis del codice di procedura civile;

nei procedimenti possessori, fino alla pronuncia dei provvedimenti di cui all’articolo 703 cpc;

nei procedimenti di opposizione o incidentali di cognizione relativi all’esecuzione forzata;

nei procedimenti in camera di consiglio;

nell’azione civile esercitata nel processo penale.

 

L’esistenza della procedura non preclude la possibilità di ottenere un provvedimento cautelare o urgente (sequestro giudiziario, sequestro conservativo, art. 670, 671, 700 c.p.c.)

Mediazione nell’azione di classe

Quando e’ esercitata l’azione di classe (articolo 140-bis Codice consumo, D.Lgs. 206/2005), la conciliazione, intervenuta dopo la scadenza del termine per l’adesione, ha effetto anche nei confronti degli aderenti che vi abbiano espressamente consentito.


Disciplina applicabile e forma degli att
i

Al procedimento di mediazione si applica la legge istitutiva ed il regolamento dell’Organismo scelto dalle parti.
Il regolamento garantisce la riservatezza del procedimento nonche’ modalita’ di nomina del Mediatore che ne assicurano l’imparzialita’ e l’idoneita’ al corretto e sollecito espletamento dell’incarico.
Gli atti del procedimento di mediazione non sono soggetti a formalita’.
La mediazione puo’ svolgersi secondo modalita’ telematiche previste dal regolamento dell’Organismo.

Accesso alla mediazione

La domanda di mediazione e’ presentata mediante deposito di un’istanza presso un Organismo nel luogo del giudice territorialmente competente per la controversia. In caso di piu’ domande relative alla stessa controversia, la mediazione si svolge davanti all’Organismoterritorialmente competente presso il quale è stata presentata la prima domanda. Per determinare il tempo della domanda si ha riguardo alla data del deposito dell'istanza.

L’istanza deve indicare l’Organismo, le parti, l’oggetto e le ragioni della pretesa.

Dal momento della comunicazione alle altre parti, la domanda di mediazione produce sulla prescrizione gli effetti della domanda giudiziale.

Dalla stessa data, la domanda di mediazione impedisce altresi’ la decadenza per una sola volta, ma se il tentativo fallisce la domanda giudiziale deve essere proposta entro il medesimo termine di decadenza, decorrente dal deposito del verbale di cui all’articolo 11 del D.Lgs. presso la segreteria dell’Organismo.


Durata

Il procedimento di mediazione ha una durata non superiore a tre mesi, decorrenti  dalla data di deposito della domanda di mediazione, ovvero dalla scadenza di quello fissato dal Giudice per il deposito della stessa e -anche nei casi in cui il Giudice dispone il rinvio della causa di fini della mediazione- non e’ soggetto a sospensione feriale (1 agosto – 15 settembre).

Procedimento

All’atto della presentazione della domanda di mediazione, il responsabile dell’Organismo designa un Mediatore e fissa il primo incontro tra le parti non oltre quindici giorni dal deposito della domanda.

La domanda e la data del primo incontro sono comunicate all’altra parte con ogni mezzo idoneo ad assicurarne la ricezione, anche a cura della parte istante.

Nelle controversie che richiedono specifiche competenze tecniche, l’Organismo puo’ nominare uno o piu’ Mediatori ausiliari.

Il procedimento si svolge senza formalita’ presso la sede dell’Organismo di mediazione o nel luogo indicato dal regolamento di procedura dell’Organismo.

Il Mediatore si adopera affinche’ le parti raggiungano un accordo amichevole di definizione della controversia.

Il Mediatore puo’ avvalersi di esperti iscritti negli albi dei consulenti presso i Tribunali.

Dalla mancata partecipazione senza giustificato motivo al procedimento di mediazione il giudice puo’ desumere argomenti di prova nel successivo giudizio ai sensi dell’articolo 116 cpc. Inoltre, il giudice, qualora la mancata partecipazione non sia dovuta a giustificato motivo, condanna la parte che non ha partecipato al procedimento al versamento di una somma di importo corrispondente al contributo unificato previsto per il giudizio.

Nei casi di mediazione obbligatoria, il Mediatore svolge l’incontro con la parte istante anche in assenza delle parti chiamate in mediazione.

Pure in assenza delle Parti convocate, l’istante può richiedere al Mediatore di formulare una proposta; in tal caso l’Organismo la invia a tutte le Parti con l’avvertimento che –in mancanza di risposta nei sette giorni dal ricevimento della stessa- la proposta si considererà rifiutata.  Con l’invio della proposta di conciliazione, l’Organismo avverte delle conseguenze in ordine alle eventuali future spese processuali ex art. 13 D.Lgs. 28-2010 (vedi spese processuali).

Nel caso di esito infruttuoso della procedura, l’Organismo rilascia il relativo attestato di conclusione del procedimento, indicando l’assenza dei Convocati, la richiesta dell’istante, la proposta formulata dal Mediatore.

Obblighi del Mediatore

Al Mediatore e ai suoi ausiliari e’ fatto divieto di assumere diritti o obblighi connessi, direttamente o indirettamente, con gli affari trattati, fatta eccezione per quelli strettamente inerenti alla prestazione dell’opera o del servizio; e’ fatto loro divieto di percepire compensi direttamente dalle parti.
Il Mediatore deve altresì :
a) sottoscrivere, per ciascun affare per il quale e’ designato, una dichiarazione di imparzialita’;
b) informare immediatamente l’Organismo e le parti delle ragioni di possibile pregiudizio all’imparzialita’ nello svolgimento della mediazione;
c) formulare le proposte di conciliazione nel rispetto del limite dell’ordine pubblico e delle norme imperative;
d) corrispondere immediatamente a ogni richiesta organizzativa del responsabile dell’Organismo.

Su istanza di parte, il responsabile dell’Organismo provvede all’eventuale sostituzione del Mediatore; il regolamento individua criteri di automatismo nella sostituzione, quando la mediazione e’ svolta dal responsabile dell’Organismo.

Dovere di riservatezza

Chiunque presta la propria opera o il proprio servizio nell’Organismo o comunque nell’ambito del procedimento di mediazione e’ tenuto all’obbligo di riservatezza rispetto alle dichiarazioni rese e alle informazioni acquisite durante il procedimento medesimo.

Rispetto alle dichiarazioni rese e alle informazioni acquisite nel corso delle sessioni separate, e salvo consenso della parte dichiarante o dalla quale provengono le informazioni, il Mediatore e’ altresi’ tenuto alla riservatezza nei confronti delle altre parti.

Inutilizzabilita’ e segreto professionale

Le dichiarazioni rese o le informazioni acquisite nel corso del procedimento di mediazione non possono essere utilizzate nel giudizio avente il medesimo oggetto -anche parziale- iniziato, riassunto o proseguito dopo l’insuccesso della mediazione, salvo consenso della parte dichiarante o dalla quale provengono le informazioni.

Sul contenuto delle stesse dichiarazioni e informazioni non e’ ammessa prova testimoniale e non puo’ essere deferito giuramento decisorio.

Il Mediatore non puo’ deporre sul contenuto delle dichiarazioni rese e delle informazioni acquisite nel procedimento di mediazione, ne’ davanti all’Autorita’ Giudiziaria ne’ davanti ad altra Autorita’.  Al Mediatore si applicano le disposizioni dell’articolo 200 cpp e si estendono le garanzie previste per il Difensore dalle disposizioni dell’articolo 103 del cpp in quanto applicabili.


Conciliazione

Se e’ raggiunto un accordo amichevole, il Mediatore forma processo verbale al quale e’ allegato il testo dell’accordo medesimo.

Quando l’accordo non e’ raggiunto, il Mediatore puo’ formulare una proposta di conciliazione.

Il Mediatore formula una proposta di conciliazione se le parti gliene fanno concorde richiesta in qualunque momento del procedimento.

La proposta di conciliazione e’ comunicata alle parti per iscritto. Le parti fanno pervenire al mediatore, per iscritto ed entro sette giorni, l’accettazione o il rifiuto della proposta. In mancanza di risposta nel termine, la proposta si ha per rifiutata. Salvo diverso accordo delle parti, la proposta non puo’ contenere alcun riferimento alle dichiarazioni rese o alle informazioni acquisite nel corso del procedimento.


Prima della formulazione della proposta, il Mediatore informa le parti delle possibili conseguenze:
se e’ raggiunto l’accordo amichevole, ovvero se tutte le parti aderiscono alla proposta del mediatore, si forma processo verbale che deve essere sottoscritto dalle parti e dal mediatore, il quale certifica l’autografia della sottoscrizione delle parti o la loro impossibilita’ di sottoscrivere.

Se con l’accordo le parti concludono uno dei contratti o compiono uno degli atti previsti dall’articolo 2643 del codice civile, per procedere alla trascrizione dello stesso la sottoscrizione del processo verbale deve essere autenticata da un pubblico ufficiale a cio’ autorizzato.

L’accordo raggiunto, anche a seguito della proposta, puo’ prevedere il pagamento di una somma di denaro per ogni violazione o inosservanza degli obblighi stabiliti ovvero per il ritardo nel loro adempimento.

Se la conciliazione non riesce, il mediatore forma processo verbale con l’indicazione della proposta; il verbale e’ sottoscritto dalle parti e dal mediatore, il quale certifica l’autografia della sottoscrizione delle parti o la loro impossibilita’ di sottoscrivere.

Nello stesso verbale, il Mediatore da’ atto della mancata partecipazione di una delle parti al procedimento di mediazione.
Il processo verbale e’ depositato presso la segreteria dell’Organismo e di esso e’ rilasciata copia alle parti che lo richiedono.

Spese processuali

Quando il provvedimento che definisce il giudizio corrisponde interamente al contenuto della proposta del Mediatore, il Giudice :

esclude che la parte vincitrice che ha rifiutato la proposta possa ottenere la restituzione delle spese (comprese le indennità per il Mediatore e per gli Esperti) sostenute nel periodo successivo alla proposta stessa;

condanna la parte pur vincitrice al rimborso delle spese sostenute dalla parte soccombente relative allo stesso periodo;

la condanna inoltre al versamento in favore dello Stato di un importo pari al contributo unificato dovuto per la causa.

Può condannare la parte pur vittoriosa al risarcimento del danno per lite temeraria causa della violazione del dovere di lealtà processuale (art. 88, 92, 96 cpc).


Quando il provvedimento che definisce il giudizio non corrisponde interamente al contenuto della proposta, il Giudice, se ricorrono gravi ed eccezionali ragioni e con congrua motivazione, puo’:

escludere che la parte pur vincitrice possa ottenere il rimborso per l’indennita’ corrisposta al Mediatore e per il compenso dell’Esperto.


Efficacia esecutiva ed esecuzione

Il verbale di accordo, il cui contenuto non e’ contrario all’ordine pubblico o a norme imperative, e’ omologato, su istanza di parte e previo accertamento anche della regolarita’ formale, con Decreto del Presidente del Tribunale nel cui circondario ha sede l’Organismo.

Il verbale omologato costituisce titolo esecutivo per l’espropriazione forzata, per l’esecuzione in forma specifica e per l’iscrizione di ipoteca giudiziale.

Costi, regime tributario e indennita’

La domanda congiunta esonera dal versamento dei diritti di avvio della procedura;

per la mediazione su iniziativa di una sola delle parti è previsto il versamento di diritti (attualmente 40,00 €uro)  all'atto dell'avvio.

I costi  del servizio sono quelli risultanti dalla Tabella (vedi scheda a parte, assieme al Regolamento) appositamente approvata dal Ministero.

Tutti gli atti, documenti e provvedimenti relativi al procedimento di mediazione sono esenti dall’imposta di bollo e da ogni spesa, tassa o diritto di qualsiasi specie e natura.
Il verbale di accordo e’ esente dall’imposta di registro entro il limite di valore di 50.000,00 (cinquantamila) €uro, altrimenti l’imposta e’ dovuta per la parte eccedente.

 

Credito d’imposta

Alle parti che sostengono i costi della mediazione e’ riconosciuto, in caso di successo della procedura, un credito d’imposta commisurato all’indennita’ stessa, fino a concorrenza di €uro 500,00. In caso di insuccesso della mediazione, il credito d’imposta e’ ridotto della meta’.

Gratuito patrocinio

Quando la mediazione e’ condizione di procedibilita’ per l’iniziativa giudiziaria, all’Organismo non e’ dovuta alcuna indennita’ dalla parte che sia nelle condizioni per ottenere il patrocinio a spese dello Stato (a’ sensi art. 76 (L) T.U. spese giustizia, DPR 115/2002).

A tale fine la parte deve depositare presso l’Organismo una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorieta’ -la cui sottoscrizione puo’ essere autenticata dal medesimo Mediatore- e deve produrre a pena di inammissibilita’, se l’Organismo lo richiede, la documentazione necessaria a comprovare la veridicita’ di quanto dichiarato.

Obblighi di segnalazione per la prevenzione del sistema finanziario a scopo di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo


L’Organismo ed il Mediatore sono tenuti agli obblighi di segnalazione di cui al D.Lgs. 231/2007 e L. 69/2009.

Informazioni al pubblico

Il Ministero della giustizia cura la divulgazione al pubblico attraverso apposite campagne pubblicitarie, in particolare via internet, di informazione sul procedimento di mediazione e sugli Organismi abilitati a svolgerlo.

 

 

 

N.B.:  scheda aggiornata al 23-9-2011

a cura del Responsabile dell’Organismo.

 


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